allevamento amatoriale di riproduttori iscritti al registro anagrafico della specie cunicola - (D.M. 20251 del 07 02 03)



conservazione, selezione, miglioramento di razze avicole allevate in purezza. dal giugno 2015 socio dell' "associazione avicoltori toscana (ATA)". visitate inoltre www.movimentoavicolo.blogspot.it per maggiori informazioni.


è possibile l'incontro con l'allevatore durante le manifestazioni segnalate nella casella "manifestazioni e date importanti"



contatta per e-mail per avere informazioni
( geriniandrea@yahoo.it )

richiedete SEMPRE il certificato anagrafico dei conigli acquistati, è l'unico strumento che attesti l'iscrizione al registro anagrafico e lo stato di razza pura del soggetto, è il valore aggiunto al coniglio e non costa nulla. i soggetti tatuati LU33 sono acquistabili solo da me o alle mostre ANCI, non li troverete MAI da commercianti


in fondo al blog trovate una serie di link a siti per me molto utili (da siti tematici sui conigli a siti di comune utilità per la mia attività)


Visualizzazione post con etichetta malattie. Mostra tutti i post
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lunedì 4 febbraio 2019

acari

problema risolvibile in un paio di conigli, acari negli orecchi in uno stado iniziale, passo in farmacia per prendere il neoforactil spray (detraibile) e mi viene richiesta la ricetta in bianco non ripetibile, replico che anche in agraria lo vendono però essendo lo studio del veterinario vicino alla farmacia ci faccio un salto, voleva 5 euro...voleva perchè 5 euro + 10.50 euro della farmacia arrivavo a 15.50.
passo in agraria, 9.50 euro, disponibiltà immediata mentre la farmacia me lo doveva ordinare con consegna il giorno successivo. il bello è che sulla bomboletta è chiaramente scritto che l"la vendita non è riservata esclusivamente alle farmacie e non è sottoposta all'obbligo di ricetta medica". traete voi le conclusioni.



domenica 22 aprile 2018

modifica normativa

nuova normativa riguardante gli allevamenti familiari con un numero inferiore a 25 fattrici.

definizioni: 

  •  allevamento familiare di conigli: allevamento con numero di fori nido, ossia di strutture fisiche che ospitano le fattrici, inferiore a venticinque, che non movimenta animali verso altre aziende e nel quale gli animali stessi sono allevati esclusivamente per autoconsumo o utilizzo personale, senza alcuna attività commerciale
  •  animali: lagomorfi , esclusi i conigli d’affezione
  • azienda: qualsiasi stabilimento agricolo, costruzione o altro luogo, anche all’aperto, nel quale gli animali sono allevati, custoditi o commercializzati, esclusi i macelli, i mezzi di trasporto, i posti d’ispezione frontalieri, gli stabulari ed i parchi presenti nell’Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP)
  • allevamento: l’insieme degli animali della stessa specie, o gruppo di specie, dello stesso proprietario/detentore, presenti in un’azienda

www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/04/17/89/sg/pdf

venerdì 6 ottobre 2017

mixomatosi a capannori


Versione adatta alla stampa

Un'ordinanza sindacale prevede misure di emergenza per focolaio di mixomatosi in allevamenti di conigli

conigli
In seguito ad un rapporto pervenuto dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest – Area Funzionale “Sicurezza Alimentare e Sanità Pubblica Veterinaria” in merito agli accertamenti condotti per verificare la presenza di un focolaio di mixomatosi all’interno di un allevamento familiare di conigli a Marlia in data  odierna è stata emessa un'ordinanza sindacale che ne recepisce le indicazioni e  che ordina, con decorrenza immediata, che una parte del territorio del Comune di Capannori, e nello specifico, le frazioni di Marlia, San Colombano e Lammari siano dichiarate “Zona infetta da mixomatosi del coniglio”.
In queste zone saranno applicate le seguenti misure preventive: apposizione di tabelle riportanti l’iscrizione “Zona infetta da mixomatosi del coniglio” da collocarsi ai limiti della zona infetta; il sequestro delle conigliere e degli allevamenti infetti; l’obbligo della vigilanza sanitaria periodica; l’abbattimento dei conigli infetti e la distruzione delle spoglie mediante il fuoco o l’infossamento alla profondità di almeno un metro.

Le misure previste da questa Ordinanza saranno revocate trascorsi sei mesi dalla constatazione dell’ultimo caso di malattia.

link

giovedì 30 giugno 2016

salice

nelle discussioni dei vari gruppi sui social al coniglio dedicati trovo sempre più spesso richieste di aiuto e di consigli per curare i propri animali senza ricorrere al veterinario, figura amata-odiata ma l'unica in grado di eseguire una diagnosi certa e stabilire la cura adatta o perlomeno l'unica figura che si accolla la responsabilità della sua scelta, giusta o sbagliata che sia.
l'unica cosa che possiamo fare noi è cercare di tenere al meglio i soggetti ed aiutarci con la medicina dei "semplici" utilizzando ciò che il buon Dio ci ha messo a disposizione, sfruttando le proprietà di ogni pianta anche progettando un piccolo orto di erbe aromatiche.

ho voluto approfondire alcune voci riguardanti l'uso dell'aspirina in polli e conigli; tutti conosciamo questa medicina, venduta senza bisogno di ricetta medica e testata sull'essere umano, utilizzata per sintomatologie comuni come dolori, febbre e mal di testa. contiene acido acetilsalicilico che è un analgesico (riduce il dolore) e antipiretico (riduce la febbre) ed è un farmaco appartenente alla famiglia dei salicilati.

cercando su wikipedia la parola acido acetilsalicilico appare come questo prodotto fosse sommariamente conosciuto fin dall'antichità e come questo fosse presente in natura. sul libro "coniglicoltura pratica" del 1897 ed. noepli si consiglia l'utilizzo dell'acido salicilico in certe situazioni e sempre dalla ricerca su wikipedia risulta che "per sostituzione dell'ossidrile fenolico con un acetile si ottiene l'acido acetilsalicilico, principio attivo dell'aspirina"

coniglicoltura pratica, 1897, licciardi
in natura troviamo questo prodotto soprattutto negli alberi di salice in particolare quello piangente...ingenuamente e non conoscendo queste notizie l'ho sempre somministrato assieme a rami di acero, nocciolo, ontano, carpino, tasso, vite...


non sono del tutto convinto che questi metodi riescano a guarire patologie radicate nell'allevamento ma sono convinto che l'utilizzo regolare assieme alle buone pratiche zootecniche su soggetti sani riesca a rendere meno vulnerabili nel tempo gli animali a vari attacchi.

come per noi una dieta sana è il primo passo per una lunga vita.

buon allevamento.

domenica 3 aprile 2016

polmoni coniglio






polmoni di coniglio, uno grosso e duro, della dimensione di una mezza mela, l'altro più piccolo, di dimensioni quasi normali, con dei noduli.
il soggetto, una femmina nata a luglio 2015, si presentava normale, in peso, con comportamento vivace e reattivo, di buon appetito, coperta a gennaio la prima volta con esito negativo, macellata a febbraio 2016 per esigenze alimentari, il resto delle interiora nella norma. allevata in gabbia all'esterno, alimentata a verdure, fieno, foglie di nocciolo e vite nel momento stagionale giusto, poco mangime con fioccato. si è pensato ad un tumore e sono state fatte vedere le foto al veterinario che escludeva il male ma ipotizzava le conseguenze di una vecchia polmonite.

martedì 17 dicembre 2013

RHDV2, variante dell'emorragica virale

nel mio solito girovagare su internet alla ricerca di informazioni e foto utili al mio miglioramento come allevatore mi sono imbattuto in un articolo interessante che, vista l'importanza dell'argomento trattato, non capisco perchè non abbia avuto più risalto sopratutto sui siti tematici. la fonte è il sito dell'istituto zooprofilattico http://www.izs.it/BENV_NEW/Engine/RAServePG.php/P/251310040606

RHDV2: un nuovo virus della malattia emorragica virale del coniglio


giovedì 22 agosto 2013

ascesso


Gli ascessi nei conigli sono notoriamente difficili da curare. L’intervento di incisione e successiva irrigazione è raramente risolutivo e le recidive sono comuni. la terapia antibiotica non è efficace vista la scarsa vascolirazione della zona.
 Le cause degli ascessi facciali sono rappresentate da:

• ascessi periapicali associati alla sindrome di affezione dentale acquisita.
• Ferite penetranti: dovute a lotte, oppure punture della mucosa boccale o delle labbra da parte delle corone troppo allungate
• Reazione da corpo estraneo: ad es., pezzi di fieno o schegge di legno incuneati negli alveoli o nelle cavità nasali

• Da cause iatrogene: ad es., per rimozione di un incisivo o pareggio di un dente, o in caso di formazione di ferite penetranti da fresatura di denti
• Otite


Gli esami colturali e gli antibiogrammi identificano i batteri presenti e possono risultare utili per la scelta degli antibiotici. In coltura si possono isolare molti microrganismi aerobi ed anaerobi quali Pasteurella multocida, Staphylococcus aureus, Fusobacterium nucleatum, Pseudomonas o Proteus spp.


operazioni terapeutiche:
  • non fare niente (molte volte i soggetti continuano a mangiare regolarmente e condurre una vita normale).
  • terapia antibiotica ( la scelta degli antibiotici nei conigli non è agevole come nelle altre specie animali. Quelli somministrati per via orale possono alterare l’equilibrio dei microrganismi nel ceco e portare ad una proliferazione di specie patogene quali Clostridium spp. ed allo sviluppo di enterotossiemia. Gli antibiotici indicati per l’osteomielite in altre specie animali, ed in particolare la clindamicina o la lincomicina, hanno buone probabilità di interferire con la flora intestinale nel coniglio. L’interferenza con la microflora del ceco è meno probabile con la penicillina, la cefalessina e l’amossicillina, che però devono essere somministrate per via paraenterale e non orale. In generale, gli antibiotici sicuri da somministrare per os come l’enrofloxacin, non sono efficaci per il trattamento delle infezioni purulente.
    I sulfamidici potenziati vengono inattivati dall’essudato e dai detriti.
  • rimozione chirurgica associata ad una terapia antibiotica.
50° congresso internazionale SCIVAC (società culturaleietaliana veterinari animali da compagnia), tenuto a rimini giugno 2007, articolo firmato Frances Harcourt-Brown, indirizzo per la corrispondenza: E-mail fhb@tcsmail.net

altri riferimenti alla dentizione del coniglio nel post di agosto 2012 "conoscenza della dentatura e della dentizione del coniglio" su questo blog


dopo 3 giorni
dopo 3 giorni

dopo 3 giorni

si noti l'irregolarità della dentizione a carico degli incisivi inferiori; ho scelto la terapia "del non fare niente" visto che comunque il soggetto mangiava regolarmente e non sembrava sofferente; dopo 3 giorni l'ascesso (grosso come una pallina da ping-pong) si secca esternamente e si rompe facendo fuoriuscire materiale purulento, pulisco la ferita con carta e cotone e disinfetto.


dopo 7 giorni
dopo 7 giorni





lunedì 11 febbraio 2013

alta carica batterica nel nido

per quanto ci si sforzi di mantenere pulito l'ambiente d'allevamento arriviamo a certe situazioni dove di più non possiamo fare e qualcosa va storto.
è il caso del nido. dal momento in cui la fattrice si appresta a partorire questa diventa una zona off-limits per l'allevatore che si limiterà a fugaci incursioni nei giorni a venire per eliminare eventuali morti o per rimpinguare il "cappotto termico" attorno ai neonati.
è solo attorno al quindicesimo giorno che i piccoli escono dal nido visto che incominciano ad avere una certa autonomia di movimento, hanno completato il piumino e cominciano a rosicchiare il primo filo di fieno.
ma in che stato è la loro camera da letto? pietoso. anche se a vedersi sembra sempre pulita basta dargli una bella rovistata per farci scoprire  un mondo "alternativo": pensiamo a cosa resta dentro, liquidi del parto, eventuali resti di piccoli morti sfuggiti ai nostri controlli, peli, urine e feci, paglia o truciolo non in perfette condizioni già prima del parto, e chi più ne ha più ne metta....
allora sorgono i problemi, come in questo caso dove alcuni soggetti della nidiata presentano una forte congiuntivite con palpebra gonfia, occhio chiuso per eccesso di cispie che saldano il pelo circostante...panico, pensiamo già al peggio, ci salta in mente la mixomatosi, eliminiamo i nati per evitare i contagi...no...in questo caso non serve...prendiamo un bel paio di guanti di lattice, sostituiamo completamente il nido con uno pulito se lo abbiamo altrimenti ci limitiamo a migliorare le condizioni igeniche sostituendo solo il materiale interno...abbiamo già avuto un consulto con il veterinario di fiducia che, vista la situazione, ha prescritto una pomatina antibiotica da applicare per alcuni giorni e già dal secondo giorno possiamo vedere il cambiamento.
ma non credete che sia finita, con una stagione come questa dove il clima non si è fatto mancare niente, dall'acqua alta a novembre alla neve di queste ore passando per un po di terremoti, il problema si può ripetere anche in altri nidi anche se cerchiamo di fare i bravi e tenere la massima igiene possibile...non allarmatevi, numero del vet sempre a portata di mano e via andare con la pomata, si risolve sempre.





lunedì 23 aprile 2012

giovedì 12 aprile 2012

vaccinazioni e registro trattamenti

Secondo il regolamento di Polizia Veterinaria, ogni allevamento che possieda il codice aziendale ha il dovere di tenere un registro dei trattamenti medicinali con i vari tempi di sospensione, che deve essere compilato dal Veterinario, aziendale o non, e dall' allevatore, tranne nel caso in cui l'allevamento in questione produca solo soggetti per autoconsumo.

ogni qual volta si deve presentare dei soggetti ad una manifestazione, in base al singolo regolamento della stessa (ma sono quasi tutti simili), il Veterinario aziendale deve vaccinare i conigli alcuni giorni prima della presentazione e compilare il relativo mod. 12 (denuncia di trattamenti immunizzanti, come in altre specie animali) da inviare all'usl.

Successivamente il Veterinario dell'usl, dato che ha riscontrato dal mod. 12 che i soggetti sono regolarmente vaccinati (e esenti da patologie in atto) compila la parte E del foglio rosa-mod.4 dichiarando che i capi in questione sono stati vaccinati per Mixo e Mev riportando le date dell’operazione e inserendo le matricole (tatuaggio) dei soggetti (allegando eventualmente un elenco a parte, anch’esso timbrato e firmato, se lo spazio nel modulo è insufficiente).

risposta al quesito "certificazioni sanitarie e mod. 4" fornita dal dott. Mario Giovannoli, direttore dell'associazione nazionale coniglicoltori italiani (ANCI)

sabato 17 marzo 2012

difesa sanitaria - acari

premessa, non sono un veterinario, ma impegnandomi nell'allevamento prima o poi qualche problemino salta fuori e qui riporto qualche esperienza diretta o di qualche ricerchetta effettuata.

una delle più frequenti patologie in cui incorrono gli allevamenti è quella sostenuta da acari, appartenenti alla famiglia sarcoptidae; sono acari piccolissimi lunghi circa mezzo millimetro che, scavando le sue gallerie nella cute, causano una intensa irritazione.
la trasmissione avviene per contatto diretto o per via indiretta (materiale, operatore). la sintomatologia è rappresentata dalla presenza di lesioni all'interno dell'orecchio, sulla punta del naso e delle labbra; in seguito si formano croste giallo grigiastre o bruno nerastre sempre più ampie che possono espandersi anche al margine del padiglione auricolare, alle palpebre, tra le dita ed ai genitali esterni.
la prevenzione si applica con una corretta igiene delle gabbie ed un controllo periodico dei soggetti, quelli colpiti vanno isolati e curati.
la cura avviene tramite applicazione di prodotti spray comunemente in commercio acquistabili in farmacia o nei più forniti negozi di animali (dalle mie parti attualmente è in voga il neoforactil, bomboletta spray), mentre negli allevamenti intensivi o per i casi più avanzati viene data la precedenza all'ivermectina, prodotto venduto esclusivamente dietro presentazione di ricetta veterinaria.


forma acuta e trascurata

dopo 1 giorno di trattamento
dopo 2 giorni di trattamento



domenica 13 novembre 2011

trattamento coccidiosi

 
Premetto che non sono un dottore e che per ottenere questi dati mi sono rivolto ad un medico veterinario, che qualsiasi applicazione di quanto sotto detto è a rischio e pericolo del  lettore e che comunque spero vinca il buon senso nell’uso dei medicinali che vanno sempre utilizzati dietro controllo medico; questa pagina è solo uno spunto di analisi e confronto.

APPERTEX         costo circa 20 euro, 30 compresse
                         1 compressa ogni 0.5 kg 1 sola volta (da far ingerire al coniglio tramite pinzette)

AVIOCHINA           costo circa 35 euro, 20 bustine
                          1 busta in 4 litri per 2 giorni, poi 3 giorni di sospensione, quindi una busta ogni 4 giorni per 2 giorni, altri 3 giorni di sospensione ed altri 2 giorni di trattamento

SULFAC               costo circa 10 euro, 160 ml
                          5 ml ogni litro d’acqua per 5 giorni consecutivi

i prodotti, i costi, le dosi e la posologia sono state suggerite dal dott. Stefani Paolo; i prezzi sono riferiti al 2010